Scoperta dell’Isola misteriosa di Atlantide e della sua capitale, il Sulcis in Sardegna

Nel gennaio 2021 Luigi Usai (cioè io), ricercatore indipendente, ha diffuso una dimostrazione secondo la quale Atlantide è il blocco geologico Sardo Corso sommerso sotto il Mediterraneo, e la capitale di Atlantide è il Sulcis nell’attuale Sardegna: con una mappa satellitare è possibile notare che il Sulcis è realizzato per solchi concentrici, proprio come affermato nel mito di Atlantide. L’affondamento di Atlantide è da addebitare al repentino scioglimento dei ghiacci a seguito della glaciazione chiamata Würm e a varie scosse tettoniche causate da una faglia che passa proprio sotto il Sulcis, sotto il fondo del Mediterraneo. Gli scienziati stanno prendendo in considerazione solo ora questa ipotesi, dopo la segnalazione di Luigi Usai. Ai geologi è noto infatti che il livello del mar Mediterraneo ha raggiunto -120 metri sotto il livello attuale circa 14 000 anni fa. È altrettanto nota la cosiddetta “crisi della salinità del Messiniano”, durante la quale Sardegna e Corsica erano congiunte a causa dell’abbassamento di oltre cento metri del livello del mare, e le si poteva percorrere a piedi. In quel periodo, secondo Usai, Sardegna e Corsica e una grande parte delle coste attualmente sommerse formavano quella che appariva come una grossa isola, che era chiamata nel terzo capitolo del Timeo e nel Crizia, da Platone, col nome di Atlantide. Al centro della pianura Atlantidea e dell’attuale Pianura del Campidano, ci sarebbe quella che era la capitale di Atlantide, nota anch’essa col nome di Atlantide, e che partiva da una collina nei pressi del piccolo paesino di Santadi, formando cerchi concentrici di terra e di mare. E’ tuttora possibile notare come, a partire da Santadi, tutto il piano urbanistico si sviluppi per cerchi concentrici, persino porzioni di montagne. E’ inoltre presente una vasta toponomastica relazionata al mito di Atlantide. Infatti, come fa notare Usai, accanto a Santadi esistono molte località il cui nome richiama le fonti d’acqua calda e fredda create da Poseidone, che secondo Usai era un semplice uomo, probabilmente un Re, e non un Dio. Poseidone, mise nella Capitale di Atlantide una sorgente d’acqua calda e una d’acqua fredda. Infatti ancora oggi esistono delle frazioni di paesi chiamate “Acquacadda” (Acqua Calda, in lingua sarda campidanese), S’acqua callenti de basciu (L’Acqua calda di sotto, in sardo campidanese) e S’Acqua Callenti de Susu (L’Acqua calda di sopra, anche questo in dialetto sardo campidanese, la variante dialettale della lingua sarda parlata nel meridione della Sardegna), mentre nel vicino paese di Siliqua è presente ancora oggi la fonte d’acqua fredda di Zinnigas. Sempre a Siliqua, piccolo paese anch’esso situato in provincia di Cagliari, esiste tuttora il “Castello d’Acquafredda”, attualmente noto per la celebre storia raccontata da Dante Alighieri relativa al Conte Ugolino, che ivi abitava. Inoltre, segnala Usai, sono stati trovati i tridenti di Poseidone scolpiti nelle rocce neolitiche e paleolitiche trovate presso il paese di Laconi, in Sardegna. Accanto a Santadi c’è un paese chiamato Narcao, che ha due frazioni, dette “Is Sais Superiore” e “Is Sais Inferiore”; ciò è un chiaro riferimento secondo Usai, alla città di Sais in Egitto, nella quale il sommo sacerdote Sonchis rivelò la storia di Atlantide a Solone, il celebre politico greco. Inoltre, i sacerdoti che secondo la tradizione insegnarono questi fatti storici a Solone furono Sonchis di Sais ed un altro sacerdote di Heliopolis: infatti Heliopolis in greco significa “città del sole” e accanto ad Acquacadda esiste una frazione chiamata “Terresoli”, che significa in sardo campidanese “Terra del Sole” (“Terr’è Soli”), chiaro riferimento ad Heliopolis. La toponomastica è incredibilmente più vasta: infatti ad una analisi emerge che il termine toponomastico Sulcis è un ablativo locativo del latino “Sulcus, Sulci”, che significa “Il luogo dei solchi”, ossia il luogo nel quale Poseidone realizzò i solchi concentrici della capitale di Atlantide a partire dalla collina nella quale abitava la moglie Clito, da cui ebbe cinque coppie di gemelli, il cui primogenito, Atlas, darà il nome all’Isola di Atlantide. Il termine Sulcis quindi, implicitamente, ci fa capiire che i Romani erano al corrente che il Sulcis era la capitale di Atlantide: altrimenti perché dargli questo nome?
E’ stato dimostrato scientificamente dal Professore Carlo Lugliè dell’Università di Cagliari che almeno la grotta Su Carroppu era abitata nel 9000 avanti Cristo circa, ossia proprio nel periodo citato da Platone secondo il quale esisteva Atlantide; non è ancora chiaro se questo Dna studiato possa essere Dna atlantideo. Lo sprofondamento del Sulcis è stato già dimostrato dagli scienziati in un famoso paper scientifico, intitolato: “Submarine Geomorphology of the Southwestern Sardinian Continental Shelf (Mediterranean Sea): Insights into the Last Glacial Maximum Sea-Level Changes and Related Environments”.
La Sardo Corso Atlantide con capitale Sulcis, dopo l’affondamento, ha intorbidito tutte le acque del Mediterraneo, per questo motivo Platone dice che era impossibile la navigazione. Ma dopo centinaia di anni, quando le acque si calmarono, divennero limpidissime, quali sono ora le acque della Sardegna.
Corsica e Sardegna sono quindi degli altopiani di Atlantide, ora affondata sotto il Mediterraneo e visibile usando una cartina satellitare.
Il Governo Italiano non ha ancora risposto ufficialmente alla segnalazione della scoperta di Atlantide da parte di Luigi Usai.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *