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Atlantis is real: Official discovery of Atlantis, language and migrations

Atlantis is the Sardo Corso Graben Horst underwater continental block submerged by the Meltwater Pulses and destroyed by a subduction zone, Capital is Sulcis

Il ruolo centrale della superpotenza navale neolitica Sardo Corsa nel Mediterraneo: Contiene l’esatta posizione di Atlantide, della sua Capitale, toponimia e migrazioni

Diluigiusai

Lug 9, 2021
Versione 547 Il ritrovamento dell’Atlantide Sardo Corsa, chiamata anche Meropide, Nibiru, Tirrenide e blocco geologico sardo-corsoVersione 547 Il ritrovamento dell’Atlantide Sardo Corsa, chiamata anche Meropide, Nibiru, Tirrenide e blocco geologico sardo-corso
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Avete valutato la possibilità che Atlantide sia il Blocco sardo-corso sommerso? Esso è davvero sommerso, come Atlantide. Vi era presente la “specie degli elefanti”, come dice Platone, infatti vi era il Mammuthus Lamarmorae. Esso ha un orientamento nord-sud, come affermato da Platone. La parte a nord è ricca di ottimi venti per la navigazione, e infatti tra Corsica e Sardegna è presente una delle migliori scuole di surf in Europa. In una visione evemeristica, Poseidone potrebbe essere un antichissimo sovrano dell’isola sardo-corsa, poi deificato, quando ancora era terra emersa. Nel blocco sardo-corso la toponomastica, utilissima agli archeologi, richiama chiaramente le fonti d’acqua calda e fredda poste secondo il racconto platonico nell’Isola di Atlantide da Poseidone: esistono delle frazioni di paesi chiamate “Acquacadda” (Acqua Calda, in lingua sarda campidanese), S’acqua callenti de basciu (L’Acqua calda di sotto, in sardo campidanese) e S’Acqua Callenti de Susu (L’Acqua calda di sopra, in dialetto sardo campidanese), mentre nel vicino paese di Siliqua è presente ancora oggi la fonte d’acqua fredda di Zinnigas; a Siliqua il “Castello d’Acquafredda”. Insomma, persino la toponomastica richiama il mito platonico.

Batimetria 3D dell Oceano Atlantico Mesolitico oggi noto come Mar Mediterraneo
Batimetria 3D dell Oceano Atlantico Mesolitico oggi noto come Mar Mediterraneo

Inoltre, Solone ascoltò il racconto nella città egizia di Sais, e Sais è un cognome sardo, e la Sardegna è un’altopiano emerso del sommerso blocco geologico sardo corso, quindi ancora tutto calza alla perfezione. Sais, oltre essere un cognome appartenente al territorio sardo-corso, è anche il nome di una frazione geografica vicino a Narcao: località di Is Sais inferiore e Is Sais superiore di Narcao (SU), nel Sulcis nell’attuale Sardegna. La toponomastica si ripresenta in maniera apparentemente corretta, e proprio negli stessi punti geografici (il Sulcis, nell’attuale Sardegna) dove la toponomastica richiama le fonti poste da Poseidone. E curiosamente, sempre nel Sulcis, vi è una località chiamata Piscinas… altra toponomastica che ricorda il tema dell’acqua o degli allagamenti. Mentre in relazione alla toponomastica egizia, troviamo una località chiamata “Terresoli” (Terra del Sole, in dialetto sardo campidanese) che ci ricorda molto da vicino Heliopolis (Città del Sole). Tutte queste “coincidenze” toponomastiche sono solo frutto del caso o nascondono qualcosa che fino ad oggi forse nessuno aveva mai notato? Inoltre, quando Platone parla della misura di 10.000 stadi relativa alla pianura di Atlantide, anche questo conteggio risulterebbe plausibile e accettabile: infatti, se si esclude “la fascia dei monti che cadono direttamente sul mare” (ossia i monti ora presenti in Corsica e il lato destro della Sardegna come il Gennargentu), misurando il perimetro del territorio rimanente, è leggermente maggiore di 10.000 stadi (si tenga presente che esistono almeno 2 tipi di stadi greci, tra cui lo stadio attico; ma gli archeologi mi hanno capito bene e possono fare le controverifiche seguendo il metodo scientifico).

Batimetria 3D dell Oceano Atlantico Mesolitico oggi noto come Mar Mediterraneo 3
Batimetria 3D dell Oceano Atlantico Mesolitico oggi noto come Mar Mediterraneo 3

Riassumendo per chiarezza: è possibile che i sacerdoti della città di Sais stessero cercando, a modo loro, di spiegare a Solone un evento geologico di sommersione del blocco sardo-corso al centro del Mediterraneo, asserendo che nel blocco sardo-corso vi abitava una stirpe che aveva conquistato fino alla Libia ed all’Egitto, e poi fino alla Tyrrenia. In questo caso il periodo dell’affondamento sarebbe intorno, approssimativamente, al 9600 a.C., diversamente dall’ipotesi dell’Atlantide sardo nuragica, che è palesemente errata per i motivi da Voi giustamente elencati. Se tutto ciò fosse corretto, dunque, significherebbe che le analisi stratigrafiche dovrebbero scendere nel terreno fino a trovare i resti di 11.600 anni fa circa, per poter trovare i resti della “capitale” di Atlantide o della sua popolazione, e sarebbe anche chiarissimo il motivo per il quale non si trovano corpi dei deceduti atlantidei negli strati del nuragico. Sono chiaramente disposto ad espandere le mie affermazioni per maggior chiarezza e per Vs. migliore analisi scientifica. Si potrebbe continuare elencando tutti i punti congruenti con le affermazioni platoniche. Inoltre: Frau (che ringrazio di cuore), pone le Colonne d’Ercole, se non erro, tra Sicilia e Tunisia. In effetti, esiste la possibilità che queste siano state ritrovate. Infatti, la Comunità Scientifica di tutto il mondo è in fase di analisi della recentissima scoperta di quelle che appaiono come strutture di natura antropica collocate proprio nel Canale di Sicilia, in molti luoghi, ma esemplari possono essere considerati i resti, perfettamente paralleli, con geometrie perfette ed angoli retti, ritrovati tramite analisi batimetriche del Sistema Emodnet dell’Unione Europea, in Birsa Bank, esattamente tra Sicilia e Tunisia, ed a breve distanza da Pantelleria. E’ stato fatto un secondo ritrovamento anomalo dal punto di vista batimetrico, di una struttura dall’apparente forma rettangolare nella piattaforma carbonatica continentale Sicilia-Malta, fiancheggiata dalla Scarpata Continentale Sicilia Malta (Sicily-Malta Escarpment per i geologi). Attualmente il mondo scientifico non ha ancora ufficializzato se si tratti di effettive scoperte scientifiche: dalle batimetrie di almeno 5 sistemi batimetrici mondiali, appaiono tali. Si attende ufficiale conferma, ma potete nel frattempo verificare online queste notizie, che tuttavia hanno, fortunatamente, già fatto il giro del mondo. In merito alla zona Gadirica, è possibile che fosse il nome non di Gadir (Cadice), bensì di una omonima zona geografica del blocco sardo-corso, ora sommerso. Perché avrebbe lo stesso nome di Gadir? Per lo stesso motivo per il quale Teulada in Sardegna ha l’equivalente Teulada in Spagna; Pula ha una Pula in Dalmazia; Aritzo in Sardegna corrisponde ad Aritzu in Spagna; Monastir in Sardegna corrisponde a Monastir in Tunisia, e potrei continuare ancora, ma rischierei di annoiarvi. Per questo, Gadir nel blocco geologico sardo-corso avrebbe corrispondenza con Gadir (ossia Cadice). Questa affermazione su questi toponimi non ho ancora avuto modo di verificarla con degli specialisti, ma Voi sarete sicuramente più capaci di me a controverificare, grazie anticipate.

Batimetria 3D dell Oceano Atlantico Mesolitico oggi noto come Mar Mediterraneo 4
Batimetria 3D dell Oceano Atlantico Mesolitico oggi noto come Mar Mediterraneo 4

Per quale motivo poi tutto intorno all’isola sardo corsa sommersa era tutto pieno di fango che impediva la navigazione? Perché le correnti marine, dopo l’affondamento del blocco geologico sardo corso, hanno cominciato a strappare via strati di terreno che emergeva dalla superficie come fa ora la Sardegna, venendo a creare nei millenni quella che oggi i geologi chiamano “piattaforma continentale” sardo-corsa. Man mano che le correnti marine “lavavano” via strati di terreno, distruggendo tutti i centri abitati e le strutture che erano state realizzate prima del 9600 a.C. sulle fasce costiere sardo-corse, l’acqua veniva intorbidita da materiali fangosi, e questo è chiaro e ovvio al pensiero ed alla riflessione. Ad Atlantide “vivevano i vecchi più vecchi”, e tutti sappiamo dei centenari sardo corsi, al punto che il codice genetico sardo non solo è stato ed è studiato in tutto il mondo, ma è stato persino rubato (vedasi il furto di 25000 provette con 17 indagati, in seguito al furto delle provette di DNA dei sardi avvenuto secondo la stampa presso il Parco Genos di Perdasdefogu nell’agosto 2016). Che il blocco sardo-corso sia antico per gli antichi è ovvio agli studiosi colti: basta citare il ritrovamento di un frammento di carapace di Arthropleura armata del Carbonifero di Iglesias (Museo PAS – E.A. Martel di Carbonia), ma chi fosse interessato può informarsi presso un paleontologo, uno su tutti lo straordinario Daniel Zoboli. E’ quindi ovvio che gli egizi eruditi riuscissero, da molti dettagli, a capire l’antichità del blocco sardo-corso, da loro chiamato Atlantide. Platone afferma che dall’Isola di Atlantide (che qui si suppone il blocco sardo corso) era possibile andare nelle isole intorno ed in quello che è veramente continente. Ma noi sardi a livello linguistico, fortunatamente, abbiamo conservato ancora questi modi di dire: “Deppu andai in Continenti” (devo andare in Continente), quando dobbiamo andare nello Stivale. Questa affermazione fa morire dal ridere chi sente noi sardi dirlo, ma fortunatamente ci aiuta a capire cosa intendesse Platone: probabilmente, a livello linguistico, quando il blocco sardo-corso era terra emersa noi chiamavamo linguisticamente l’isola “continente”. Uscire dall’isola era “andare in continente, in un altro continente”. Dopo l’affondamento, questo uso linguistico è rimasto a livello di dialetti sardi, per cui noi diciamo che “andiamo in continente”, facendo meravigliare chi ci ascolta. Insomma, tutte le affermazioni Platoniche, se inserite nel giusto contesto, sono razionali e spiegabili correttamente. Richiedono però una certa umiltà mentale, una certa “disposizione all’ascolto”. Siccome sono affermazioni forti, che hanno conseguenze, probabilmente necessitano qualche mese di riflessione e meditazione, prima di poter essere assimilate e digerite correttamente. Daltronde, sono 2400 anni che nessuno ha capito di cosa stesse parlando Platone, anzi, si è affermato quasi ovunque che Platone stesse esagerando. In merito all’affondamento dell’isola sardo corso atlantidea, questo sarebbe un problema di natura geologica, dove io posso solo fare ipotesi. Ad esempio, ci possono essere almeno tre cause concomitanti: i Meltwater Pulses, in particolare il meltwater pulse 1b, studiato anche dai tecnici NASA. Inoltre, i movimenti di assestamento geologico dovuti a quello che gli esperti di geologia chiamano “slab roll-back”. Inoltre, è stato persino ipotizzato, ma tuttora in fase di verifica, che sotto il Sulcis passi proprio una faglia tettonica, la stessa che passa sotto Pompei ed Ercolano, arriva sotto il Sulcis e prosegue fino a Gibilterra. A possibile supporto della tesi che Atlantide sia l’isola sardo-corsa parzialmente sommersa e la sua piattaforma continentale attualmente sommersa, segnaliamo qui alcune prove scientifiche.  Il 28 febbraio 2017 è stato pubblicato uno studio sulla rivista Scientific Reports del gruppo Nature che presenta nuovi dati archeogenetici. Questi dati rafforzano l’evidenza archeologica della netta discontinuità culturale tra i primi abitanti dell’isola, risalenti a circa 11mila anni fa, e gli artefici del suo popolamento definitivo avvenuto circa 3000 anni più tardi, con l’arrivo dei primi coloni agricoltori-allevatori. Questa importante scoperta si basa sull’analisi del DNA estratto dai resti scheletrici di due individui sepolti nel riparo preistorico di Su Carroppu di Sirri a Carbonia. Al momento, questi resti rappresentano la prova più antica della presenza umana nell’isola. Ora, dal 9600 avanti Cristo ad oggi sono trascorsi circa 9600 + 2023 anni, ossia 11623. Le prove citate sopra sono appunto di 11000 anni fa. Si è condotto uno studio sulla netta discontinuità culturale tra i primi frequentatori dell’isola di Sardegna circa 11.000 anni fa e gli artefici del suo stabile e definitivo popolamento, avvenuto circa 3.000 anni più tardi con l’arrivo dei primi coloni agricoltori-allevatori. Lo studio si basa sull’analisi del DNA estratto da resti scheletrici di due individui sepolti nel riparo preistorico di Su Carroppu di Sirri a Carbonia, i quali rappresentano la più antica prova diretta della presenza umana nell’isola. Lo studio fa parte del progetto di ricerca finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna sulla storia del primo popolamento neolitico dell’isola. Le sequenze genetiche ottenute sono state confrontate con dati antichi e moderni e hanno rivelato una grande differenza nella variabilità genetica della popolazione attuale dell’isola rispetto ai primi uomini che l’hanno frequentata, con la maggior parte della variabilità genetica che sembra essere stata determinata dal flusso migratorio di popolazioni che hanno introdotto l’economia produttiva a partire dal più antico Neolitico. Le sequenze mesolitiche dei campioni di Su Carroppu appartengono ai gruppi denominati J2b1 e I3, che hanno frequenti molto basse o basse in Europa. La rilevanza della scoperta scientifica stimola l’intensificazione delle ricerche nel sito chiave di Su Carroppu, già indagato tra gli anni 1960-1970 e attualmente oggetto di scavi sistematici diretti dall’Università di Cagliari. Buona ricerca a tutti Voi. Se qualcuno fosse interessato, la teoria di Atlantide come l’isola sardo-corsa e tutta la sua piattaforma continentale attualmente sommersa, riesce a spiegare anche altre cose in maniera molto intuitiva. Ad esempio, Greci e Romani pensarono probabilmente che la sommersione del blocco geologico sardo corso fosse stata una punizione degli dei per gli abitanti strafottenti, che “prepotentemente avevano tentato, d’un sol colpo, di invadere le terre al di qua delle Colonne D’Ercole (forse situate nell’attuale Birsa Bank, una montagna sottomarina apparentemente antropizzata al di sotto del Canale di Sicilia, dati verificati scientificamente tramite batimetrie Emodnet). Prima cercavo di chiarire la toponomastica. Ora possiamo tentare di chiarire l’onomastica: gli Dei punirono i sardo-corsi, chiamati dagli egizi “Atlantidei”, secondo quanto affermato nei testi platonici intorno al 9600 a.C., “schiacciando l’isola sardo-corsa sotto i piedi, ed essa affondò” (il virgolettato è la mia ipotesi). Ed ecco facilmente spiegato perché i Greci chiamarono la Sardegna Ichnusa (impronta di piede) e i Romani la chiamarono Sandalia (impronta di sandalo). Persino il nome ora è chiarissimo: erano Greci e Romani che irridevano la Sardegna, che era ciò che rimaneva della grandissima potenza sardo-corsa, che gli egizi chiamarono “Atlantide” nel racconto fatto a Solone, che lo disse a Dropide, che ne parlò a Crizia nonno, che ne parlo a Crizia nipote, che lo disse a Socrate nei dialoghi platonici di Timeo e Crizia. Se qualche lettore vuole sapere la storia originale del blocco geologico sardo corso, prima che esso affondasse intorno al 9600 a.C. circa, è obbligato a leggere Timeo e Crizia, due testi scritti dal greco Platone. Tutto il resto dei testi pubblicati fino ad oggi non ha fatto altro che aggiungere entropia, caos, confusione, nella storia del blocco sardo-corso, in quanto personaggi come Cayce o Madame Blavatsky, dei ciarlatani di professione, usavano l’argomento Atlantide per fare soldi, pubblicando libri pieni di bugie e intrattenendo i curiosi, soprattutto dopo che videro che il libro di Ignatius Donnelly intitolato ATLANTIS: THE ANTEDILUVIAN WORLD, aveva avuto un’incredibile ritorno mediatico a livello mondiale. Il cinema e la televisione, poi, hanno introdotto una marea di stupidaggini sul tema di Atlantide, per cui quando si parla di questo argomento molti hanno in mente pezzi di film o cartoni animati o libri di fantasia che non hanno nulla a che vedere con ciò che ha affermato Platone. Quindi: il nome Ichnusa greco, e Sandalia latino, confermano la mia ipotesi sul fatto che gli antichi pensassero che gli dei hanno punito l’isola sardo-corsa schiacciandola sotto i piedi. Non esisteva ancora una scienza geologica come la intendiamo oggi.  Inoltre: la faglia tettonica di Wadati-Benioff che passa sotto Pompei ed Ercolano, e che le distrusse, è probabilmente la stessa che continua fin sotto il Sulcis nell’attuale Sardegna e prosegue ancora fino a raggiungere l’attuale Stretto di Gibilterra. Siccome questa faglia si attiva in tempi geologici, i cittadini che abitano nel Sulcis non sono coscienti dell’attività sismica. Quando questa rilascia la sua energia elastica, avvengono disastri spaventosi, come l’apertura dello Stretto di Gibilterra, la distruzione di città e luoghi come Pompei ed Ercolano, o la sommersione dell’isola Sardo-Corsa. Ma la sommersione probabilmente è dovuta anche ad una importantissima altra causa: l’assestamento geologico dell’isola sardo-corsa conseguente allo “slab roll-back” che, come rivelatoci dall’antico sacerdote egiziano, avvenne nel 9600 a.C. circa. Lo Slab Roll-Back, concomitantemente con il risveglio tettonico della faglia presente sotto il Sulcis ed attualmente sconosciuta alla geologia ufficiale che conosce invece una faglia più a sud che costeggia l’Africa, e forse a causa anche del succedersi di vari Meltwater Pulses post glaciazione Wurm, hanno causato la sommersione parziale dell’isola Sardo Corsa. Ora, fuori dall’acqua, restavano solamente le cime delle montagne, che ora noi crediamo siano isole separate, e che ormai la nostra civiltà conosce coi nomi di Sardegna e Corsica. Inoltre, tutta la toponomastica e l’onomastica presenti nel Sulcis lasciano un interrogativo: perché tutti questi luoghi sulcitani richiamano il racconto di Platone? Potremo allora riprendere in mano il testo platonico per tentare di capirne il motivo. Innanzitutto, se le Colonne d’Ercole si trovavano a Birsa Bank, e l’isola sardo-corsa e la sua piattaforma continentale attualmente sommersa è realmente Atlantide, questo significa che nel 9600 a.C. era uso chiamare l’attuale Mar Mediterraneo col nome di Mare Atlantico (ossia mare dell’isola di Atlantide) oppure Oceano Atlantico (Oceano dell’isola sardo-corsa attualmente sommersa, ossia Atlantide). Non ho ancora letto Frau (2002), per cui non so se alcune delle mie affermazioni le abbia già pubblicate lui, nel qual caso porgo delle scuse anticipate. Le mie sono solo riflessioni conseguenti ai ragionamenti fatti in questi ultimi due anni. Vi prego di segnalarmi eventuali mie mancanze o apparenti plagi, grazie anticipate. Se tutto ciò è vero, allora Poseidone forse era un uomo, e ovviamente non una divinità (perché, voi ne avete mai incontrata una di persona?), e quest’uomo si innamorò di una adolescente a cui erano morti i genitori, Clito. Il racconto platonico afferma che Poseidone circondò la collina con dei canali d’acqua.

Version 159 Atlantis är det halvt nedsänkta sardiska-korsikanska geologiska blocket.
Version 159 Atlantis är det halvt nedsänkta sardiska-korsikanska geologiska blocket.

Ora, proprio il Sulcis (ma guarda che coincidenza! O forse non si tratta di una coincidenza?) è di natura vulcanica, per cui proprio al centro del Sulcis vi è una collina o montagna, se volete, non troppo alta, e ciò è visibile usando sistemi satellitari come Google Maps o Google Earth, che permette persino di inclinare la visuale premendo il tasto shift della tastiera dei computers. Ma questi luoghi sono davvero antichi come dice Platone o sono luoghi recentissimi? Facile verificare: proprio al centro del Sulcis, potete verificare che esistono le grotte preistoriche IS ZUDDAS, e nei pressi esiste ad ACQUACADDA (Poseidone vi mise due fonti, una d’acqua fredda ed una d’acqua calda, e la località si chiama Acquacadda… ma guarda che coincidenza incredibile! Certo che ne ho di fantasia!) e nella località di Acquacadda sono stati ritrovati reperti archeologici antichissimi. Ora un esperto potrebbe obiettare che i reperti, ad esempio, sono solo di 6000 anni fa. Appunto: un esperto dovrebbe cercare gli strati stratigrafici del 9600 a.C.: solo allora sarebbe possibile ricavare informazioni più dettagliate. Invece, attualmente, in questi luoghi vengono portate comitive di bambini a guardare. A mio avviso questo è pericoloso ma non sono specialista di stratigrafia, per cui non ho voce in capitolo. Sempre nel Sulcis, è stata ritrovata la Grotta Su Benatzu, che è un autentico tesoro archeologico, che potrebbe contribuire alla ricerca sul filone “cosa è accaduto nei millenni dopo l’affondamento dell’isola sardo-corso-atlantidea?” (Devo sviluppare questo argomento). Inoltre, a supporto della teoria dell’Atlantide Sardo-Corsa sommersa, esiste un’altro ritrovamento scientifico di archeologia marina: il ritrovamento di un carico di 39 lingotti di oricalco ad opera dello straordinario Sebastiano Tusa al largo delle coste di Gela, in Sicilia. Gli articoli di giornale ipotizzano che provenissero dalla Grecia o dall’Asia Minore, ma ora che abbiamo tutte queste informazioni sull’isola sommersa sardo-corsa, possiamo supporre che provenissero da quest’isola ora sommersa, che si trova a pochissima distanza, il che rende l’ipotesi molto plausibile. L’antichità del blocco geologico semi-sommerso sardo corso è nota alla scienza ufficiale, ed in particolare anche alla geologia, che è cosciente della cosiddetta “rotazione del blocco sardo-corso” iniziata circa 40 milioni di anni fa, dopo il distacco del blocco dall’attuale costa della Spagna e della Francia, e durata circa 15 milioni di anni. Questo è possibile saperlo, come afferma il noto geologo Mario Tozzi, perché sono state fatte tantissime ricerche in ambito paleomagnetico, che hanno mostrato come l’unico modo per spiegare l’orientamento geomagnetico delle strutture lapidee e geologiche sardo-corso è quello di riportare lo stesso a coincidere con le attuali coste ispanico-francesi. Inoltre, alla possibile sommersione può aver contribuito anche il fatto che la struttura geologica della Sardegna presenta vari tipi di Graben Horst, per cui anche questi accomodamenti di natura geologica possono aver contribuito a spostamenti tellurici importanti e significativi per il popolo di sardo-corso-atlantidei che ivi abitava. Ad esempio, la pianura del Campidano in Sardegna è un Graben Horst. L’antichità del blocco geologico sardo-corso è chiara ai geologi di tutto il mondo in quanto sono presenti persino “graptoliti”, alle quali la trasmissione Sapiens dello straordinario geologo Mario Tozzi ha dedicato dei video ( vedasi: “I Graptoliti di Goni a Sapiens”). Esistono altre scoperte a supporto della tesi Atlantide Sardo Corsa, ma cercare il materiale richiede tempo e sacrificio. Farò il possibile per fornire il maggior numero di prove possibile a tutti Voi lettori, archeologi, giornalisti e scienziati. E’ importante che vengano esposte tutte le prove possibili per poterVi mostrare che non si tratta di semplici coincidenze. Una coincidenza sarebbe normale. Quattro pure. Ma quando portiamo a supporto oltre 40 coincidenze, allora forse non si tratta di coincidenze ma di potenziali prove. Grazie per le argomentazioni interessantissime che avete reso pubbliche nel video. Cordiali saluti. v.100

Il ruolo centrale della superpotenza navale neolitica Sardo Corsa nel Mediterraneo: Contiene l’esatta posizione di Atlantide, della sua Capitale, toponimia e migrazioni

Il ruolo centrale della superpotenza navale neolitica Sardo Corsa nel Mediterraneo: Contiene l’esatta posizione di Atlantide, della sua Capitale, toponimia e migrazioni (Italian Edition) Paperback – July 8, 2021

Product details
  • ASIN ‏ : ‎ B09BGN8Q41
  • Publisher ‏ : ‎ Independently published (July 8, 2021)
  • Language ‏ : ‎ Italian
  • Paperback ‏ : ‎ 166 pages
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8533805926
  • Item Weight ‏ : ‎ 10.9 ounces
  • Dimensions ‏ : ‎ 6 x 0.38 x 9 inches

Atlantide è il blocco continentale Sardo Corso attualmente parzialmente sommerso. La sua capitale non è quella che oggi chiamamo “città”, bensi è ciò che oggi chiamiamo “provincia”: il Sulcis. Sotto il blocco Sardo Corso passa una zona di subduzione tettonica che è stata forse concausa efficiente dell’affondamento di questa antichissima isola sacra, assieme ai vari Meltwater Pulses. Da satellite attualmente è possibile vedere soltanto parte di sezioni di cerchi concentrici: in fondo sono passati circa 11.600 anni. Gli anelli esterni di terra sono crollati ed affondati, e restano a testimonianza di essi soltanto quelle che oggi appaiono isole: S. Antioco e Carloforte. La dorsale di subduzione tettonica è la stessa che prosegue fino al Vesuvio, e che causò la celebre distruzione di Pompei ed Ercolano. Come un effetto domino, la scoperta che Atlantide esista causa altre scoperte a catena. In questo testo si dimostra che la città di Troia era una colonia Sardo Corsa, esattamente come Göbekli Tepe, come le civiltà Minoica, come la civiltà del misterioso popolo dei Guanci. La scoperta di Atlantide causa uno sconvolgimento nello scibile attuale e costringe a ripensare tutta la preistoria, insieme a moltissime altre discipline, dalla geografia all’estetica, dalla storia all’antropologia, dalla linguistica all’idrologia, archeobotanica, archeologia, antropologia, sociologia… La geografia, per esempio: l’Oceano Atlantico di cui parlava Diodoro Siculo non era altro che il Mare di Sardegna. Cagliari si chiamava in origine Kerne e venne fondata da Annone il Navigatore. Atlantide è stata condannata alla Damnatio Memoriae. Ecco perché “Carthago delenda est!”: perché come si apprende guardando l’architettura del porto di Cartagine, essa era una colonia Sardo Corso Atlantidea in Africa. Anche il Tempio del Sole a Niniveh è costruito con architetture atlantidee, mentre l’estetica di tutto il pianeta è stata investita dai gusti atlantidei: sono presenti ovunque esempi di cerchi concentrici, simbolo della capitale oggi dimenticata, su vasi, anfore, edifici, menhir. Questo afferma il paradigma Sardo Corso come punto di vista unico dal quale guardare all’indietro tutti gli eventi, per poterli collocare al giusto posto della Storia. Il testo poi mostra l’incredibile quantità di toponomastica atlantidea diffusa in tutta Europa fino alle Canarie ed i contatti tra Egitto e Scozia ad opera dei Sardo Corso Atlantidei; il tutto senza pretesa di perfezione tecnica e scientifica, in quanto tutte queste scoperte sono solamente un primo insight, alla quale dovranno seguire centinaia di anni di studi e ricerche. Finalmente la civiltà megalitica ha una spiegazione razionale: i Sardo Corso Atlantidei hanno colonizzato arrogantemente e prepotentemente tutto il mondo, espandendosi all’infinito ed esportando le loro tecniche costruttive e la loro civiltà e cultura, incluso l’uso di realizzare delle costruzioni megalitiche. Ma in particolare hanno esportato la lingua: ad Atlantide sono presenti moltissime varietà linguistiche oggi dette “minoritarie”, e questo spiega la diversità delle lingue di ogni regione del mondo.Il dialetto Iliense era diverso dal dialetto Belares e quello di Uta, Samassi e Sinnai. Dalla variante di sardo insegnata, sono nate le varie lingue del mondo colonizzato.

Atlantide, in verde il contorno dell'Isola leggendaria di Atlantide, formata dal blocco sardo-corso semisommerso e dalle sue paleocoste
Atlantide, in verde il contorno dell’Isola leggendaria di Atlantide, formata dal blocco sardo-corso semisommerso e dalle sue paleocoste

Atlantide è il blocco continentale Sardo Corso attualmente parzialmente sommerso. La sua capitale non è quella che oggi chiamamo “città”, bensi è ciò che oggi chiamiamo “provincia”: il Sulcis Iglesiente. Sotto il blocco Sardo Corso passa una zona di subduzione tettonica che è stata forse concausa efficiente dell’affondamento di questa antichissima isola sacra, assieme ai vari Meltwater Pulses. Da satellite attualmente è possibile vedere soltanto parte di sezioni di cerchi concentrici: in fondo sono passati circa 11.600 anni. Gli anelli esterni di terra sono crollati ed affondati, e restano a testimonianza di essi soltanto quelle che oggi appaiono isole: S. Antioco e Carloforte. La dorsale di subduzione tettonica è la stessa che prosegue fino al Vesuvio, e che causò la celebre distruzione di Pompei ed Ercolano. Come un effetto domino, la scoperta che Atlantide esista causa altre scoperte a catena. In questo testo si dimostra che la città di Troia era una colonia Sardo Corsa, esattamente come Göbekli Tepe, come la civiltà Minoica, come la civiltà del misterioso popolo dei Guanci frammista anche ad altri coloni. La scoperta di Atlantide causa uno sconvolgimento nello scibile attuale e costringe a ripensare tutta la preistoria, insieme a moltissime altre discipline, dalla geografia all’estetica, dalla storia all’antropologia, dalla linguistica all’idrologia, archeobotanica, archeologia, antropologia, sociologia… La geografia, per esempio: l’Oceano Atlantico di cui parlava Diodoro Siculo non era altro che il Mare di Sardegna. Cagliari si chiamava in origine Kerne e venne fondata da Annone il Navigatore. Atlantide è stata condannata alla Damnatio Memoriae. Ecco perché “Carthago delenda est!”: perché come si apprende guardando l’architettura del porto di Cartagine, essa era una colonia Sardo Corso Atlantidea in Africa. Anche il Tempio del Sole a Niniveh è costruito con architetture atlantidee, mentre l’estetica di tutto il pianeta è stata investita dai gusti atlantidei: sono presenti ovunque esempi di cerchi concentrici, simbolo della capitale oggi dimenticata, su vasi, anfore, edifici, menhir. Questo afferma il paradigma Sardo Corso come punto di vista unico dal quale guardare all’indietro tutti gli eventi, per poterli collocare al giusto posto della Storia. Il testo poi mostra l’incredibile quantità di toponomastica atlantidea diffusa in tutta Europa fino alle Canarie ed i contatti tra Egitto e Scozia ad opera dei Sardo Corso Atlantidei; il tutto senza pretesa di perfezione tecnica e scientifica, in quanto tutte queste scoperte sono solamente un primo insight, alla quale dovranno seguire centinaia di anni di studi e ricerche. Buona lettura.

The role of the sardinian corsican superpower in the Neolithyc Mediterranean sea
The role of the sardinian corsican superpower in the Neolithyc Mediterranean sea